DOTT. CESARE ZANONI PSICOLOGO CLINICO

4379051-ship-7679100.jpeg

Lutto e 

disturbo da lutto prolungato

tw-12

 

C'è un dolore che non si spiega a chi non l'ha vissuto.

Il vuoto che lascia la morte di una persona amata non è solo tristezza. È il collasso di un mondo intero — le abitudini, i suoni, i gesti quotidiani, il senso stesso di chi sei. 

È solitudine, rabbia, senso di colpa, disorientamento. E spesso, la sensazione che niente tornerà mai più come prima.

Il lutto non è una malattia. 

È una delle esperienze più profondamente umane che esistano. Ma quando si blocca, quando il dolore non si muove, non si trasforma, non lascia spazio a nient'altro, allora ha bisogno di essere accompagnato.

 

Cosa significa davvero elaborare un lutto

Elaborare non significa dimenticare. Non significa "andare avanti" come se quella persona non fosse mai esistita.

Significa trovare un nuovo modo di portarla con te.

Il lutto progredisce quando riesci a integrare la perdita nella tua storia riconoscendo la realtà della morte senza che essa cancelli il valore del legame. 

Quando riesci a ricordare con amore invece che solo con dolore. 

Quando il tuo caro smette di essere un'assenza devastante e diventa una presenza interiore che ti accompagna.

Questo processo non ha tempi standard. Dipende dalla storia del tuo legame, dalla modalità della perdita, da come sei fatto tu. 

Nessun lutto è uguale a un altro.

 

IADC e REGT — La scienza incontra l'inaspettato

Negli anni '90, lo psicoterapeuta americano Allan Botkin stava lavorando con i reduci del Vietnam: uomini portatori di lutti profondi, spesso irrisolti da decenni. Durante quel lavoro clinico, scoprì qualcosa di straordinario: in uno stato mentale di particolare ricettività, i pazienti accedevano spontaneamente a esperienze di contatto e comunicazione con i propri cari scomparsi. Visive, uditive, sensoriali. Intensamente reali.

Le chiamò Induced After-Death Communications — IADC.

L'effetto terapeutico era inequivocabile: chi attraversava queste esperienze vedeva trasformarsi radicalmente il proprio dolore, spesso in poche sedute.

Da allora, quel lavoro si è evoluto. 

In Italia, un gruppo di psicologi e psicoterapeuti ha sviluppato un modello clinico più articolato e rigoroso, fondato sulla ricerca empirica e sulla pratica clinica: la REGT: Terapia del lutto basata sull'esperienza riparativa (Reparative Experience-Based Grief Therapy).

 

Come funziona la REGT

La REGT non si configura come un protocollo rigido, ma come un modello clinico dotato di struttura definita e alta flessibilità, capace di rispettare la singolarità di ogni persona e la complessità irriducibile di ogni perdita.

Al cuore del metodo c'è la promozione di uno stato mentale di ricettività, grazie al quale possono emergere quelle che oggi vengono chiamate EPLE: Esperienze Emergenti dopo la Perdita (Emergent Post-Loss Experiences): vissuti multisensoriali di ricongiungimento con il proprio caro.

Non sono allucinazioni. 

Non sono suggestioni. Sono esperienze che chi le vive descrive con una nitidezza e una pregnanza emotiva che lasciano il segno e che producono effetti terapeutici documentati: dissoluzione del dolore acuto, riduzione del senso di colpa, ritrovato senso di significato, una nuova prospettiva sulla morte e sulla vita.

Lasciamo a ciascuno la libertà di interpretarne la natura ultima. Ciò che conta, clinicamente, è ciò che producono.

 

Il percorso REGT richiede generalmente poche sedute. Alcune, soprattutto nelle fasi iniziali, possono durare fino a due ore; il tempo necessario per creare lo spazio emotivo giusto e accompagnare l'emergere dell'esperienza.

Può essere proposta come intervento autonomo oppure integrata in un percorso psicoterapeutico più ampio, a seconda delle esigenze della persona.

Ogni percorso è unico. 

Non esistono garanzie di esito e diffida di chi te le promette. 

Esiste però una presenza professionale che ti accompagna con rigore, cura e rispetto assoluto per il tuo dolore.

 

A chi si rivolge

Questo lavoro è per te se:

  • Hai perso una persona cara e senti che il dolore non si muove, non si alleggerisce
  • Porti dentro un lutto antico, mai davvero elaborato
  • Senti che il legame con il tuo caro è stato interrotto bruscamente con parole non dette, gesti mancati, riconciliazioni impossibili
  • Hai attraversato una perdita traumatica,una morte improvvisa, un suicidio, la perdita di un figlio
  • Senti il bisogno non solo di elaborare, ma di ritrovare una connessione, un senso, una continuità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

→ Se senti che è arrivato il momento, scrivimi. cesare.zanoni@ik.me — 338 408 2761

Accompagnare chi attraversa il lutto è al centro del mio lavoro da anni. Non sei solo.